giovedì 9 febbraio 2017

Caso Pfas: intervenga la procura generale


«Ad oggi non risulta all'esponente alcuna concreta attività di indagine» a seguito della richiesta di sequestro della Miteni inoltrata alla procura di Vicenza «in data 10 gennaio 2017». È questa in estrema sintesi la motivazione con cui Renza Pregnolato, legale rappresentante della associazione padovana «La Terra dei Pfas» ha chiesto stamani alla Procura generale di Venezia di avocare l'indagine sul maxi inquinamento da Pfas che sta interessando l'intero Veneto centrale e che viene condotta proprio dalla procura berica.

Il documento, che è stato controfirmato dall'avvocato patavino Giorgio Destro, legale dell'associaizone, giunge in un momento delicatissimo. Ovvero a poche ore dalla pubblicazione da parte di Palazzo Madama e di Motecitorio dell'intero testo della relazione della Commissione parlamentare ecomafie in merito alla indagine conoscitiva proprio sul fenomeno dei derivati del fluoro, i Pfas, che stanno da anni avvelenando l'asta del fiume Agno-Guà-Fratta. «Noi abbiamo intenzione di proseguire sulla nostra strada per chiedere ad ognuno di fare fino in fondo quanto dovuto» ha spiegato oggi pomeriggio Destro che da tempo segue la querelle anche sul versante amministrativo in una col consulente Marina Lecis e con l'avvocato vicentino Edoardo Bortolotto (in foto a sinistra; al suo fianco Destro).

E la situazione è esplosiva non solo sul fronte degli accertamenti nonché delle contestazioni nei confronti di queste ultime. Ma lo è anche sul piano della stessa indagine conoscitiva conclusasi in parlamento ieri con la diffusione della relazione. Seconda quanto riporta l'Arena di Verona oggi in pagina 28 infatti i membri della commissione non avrebbero affatto apprezzato che i dati dello studio Miteni sulla salute dei dipendenti siano stati in qualche modo coperti. La trissinese Miteni è la industria chimica della Valle dell'Agno considerata da Arpav come principale fonte dell'inquinamento e oggi oggetto di una indagine penale. Per di più l'impossiblità di leggere questi dati sulla salute delle maestranze avrebbe messo in ambasce anche gli stessi lavoratori. Le polemiche peraltro proseguono dal week-end appena passato quando erano comitati e associazioni in tema di emergenza Pfas avevano criticato duramente la regione. Al riguardo tra l'altro ha preso posizione anche il senatore vicentino del M5S Enrico Cappelletti: «I governi nazionale e regionale non hanno fatto nulla per tutelare la salute dei cittadini - è riportato in una nota al vetriolo vergata dallo stesso senatore poco più di un'ora fa nella quale si fa presente che l'emergenza - è rimasta troppo a lungo sottovalutata».

4 commenti:

  1. Qualcosa sta cambiando ....Adesso non può restare tutto come prima! Adesso deve vincere il buon senso, deve vincere l' Ambiente e la Salute dei cittadini !!!

    RispondiElimina
  2. Devono essere informati con una comunicazione tutti i nuclei familiari;...questo è solo questo metterà paura ai politici!
    Sarebbe facile ed a costi irrisori, farlo tramite mail...basterebbe procurarsi i data base degli indirizzi mail...che quasi ogni famiglia ha.
    Raggiungere anche il 50% della popolazione interessata...creerebbe effetto domino....sii restanti

    RispondiElimina
  3. Ma i Marzotto cosa dicono in merito a quello che sta succedendo?

    RispondiElimina
  4. Ma i Marzotto cosa dicono in merito a quello che sta succedendo?

    RispondiElimina