mercoledì 24 gennaio 2018

Spv, esproprio di Altivole congelato: secondo round ai Piccolotto


(m.m.) Oggi la Sis, il concessionario autorizzato dalla Regione Veneto alla realizzazione della Spv, ha dovuto sospendere i lavori nel fondo della famiglia Piccolotto ad Altivole nel Trevigiano. A comunicare la notizia che sta facendo già molto clamore è uno dei legali della famiglia, l'avvocato Giorgio Destro del foro di Padova, che è riuscito nel suo intendo di congelare il cantiere diffidando la Regione «affinché il concessionario si adoperasse per la bonifica bellica del sito» che secondo le informazioni raccolte dai consulenti dei Piccolotto «potrebbe celare sotto terra una serie di ordigni bellici». Del proposito del legale era già stato conto sulla stampa locale.

Il caso dell'immissione in possesso coatta patita dalla famiglia trevigiana pochi giorni fa aveva fatto il giro dei media regionali poiché i proprietari dell'area lamentavano l'ingresso nei loro terreni delle ruspe senza che vi fosse un regolare titolo di esproprio. Peraltro le fasi più delicate dell'ingresso delle maestranze della Sis era stato seguito in diretta da un manipolo di attivisti del fronte No-Spv nonché dall'avvocato Serena Pomaro, altro legale della famiglia e dal consulente tecnico Marina Lecis.

In quella circostanza erano stati proprio i legali a far presente che la vicenda avrebbe avuto una serie di conseguenze anche penali: a partire dalla presentazione di un esposto presso la procura della repubblica di Treviso. «Assieme ai miei colleghi - sottolinea ancora Destro - stiamo seguendo i Piccolotto molto da vicino per tutelare i loro diritti ed i loro interessi». Dopo il j'accuse lanciato alla Sis il 17 febbraio i Piccolotto, oggi fanno segnare un punto a loro favore. E promettono «che la battaglia andrà avanti senza tentennamenti».

sabato 20 gennaio 2018

Epifania delle Terre: nuove accuse contro Dal Toso


(m.m.) Per chi pensava che la querelle seguita alla celebrazione della Epifania delle terre a Castelgomberto nel Vicentino fosse svaporata si dovrà ricredere. La messa in favore dell'ambiente fa registrare un nuovo capitolo. Pochi minuti fa Massimo Follesa, coordinatore del Covepa ha lanciato un j'accuse micidiale nei confronti di Lorenzo dal Toso (in foto),  primo cittadino castrobertense.

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venerdì 19 gennaio 2018

Caso Altivole Spv, continua la protesta


Continuano le polemiche sul caso Spv-Altivole: due giorni fa le proteste della famiglia Piccolotto avevano fatto il giro dei media regionali. I proprietari di un fondo nel piccolo comune Trevigiano infatti ritengono illegittimo l'ingresso nei terreni di proprietà delle macchine e degli addetti di Sis, il consorzio incaricato dalla Regione Veneto di procedere alla realizzazione della Pedemontana veneta (nota appunto anche come Spv) mediante una apposita concessione.

Questo pomeriggio proprio a casa dei Piccolotto è giunta la raccomandata con la quale Sis annuncia l'esproprio. «Questi signori - sottolinea uno dei legali della famiglia, ovvero l'avvocato Giorgio Destro del foro di Padova - dovranno spiegare alle autorità come diamine abbiano potuto cominciare una procedura di esproprio prima che questa venisse notificata. Procedura che peraltro è appellabile durante i primi trenta giorni. Di questo comportamento sconsiderato chi di dovere risponderà davanti alla magistratura penale».

L'avvocato durante la giornata di ieri è rimasto in contatto costante con la sua collega Serena Pomaro, sempre del foro di Padova, che come Destro assiste i Piccolotto. La professionista il giorno addietro già all'alba, ben prima che le ruspe entrassero in azione, aveva dato manforte alla famiglia con il supporto del consulente forestale Marina Lecis. Di seguito Destro, dopo essersi consultato con la collega e con la famiglia, aveva fatto sapere di aver pronto un esposto-denuncia alla procura della repubblica di Treviso.

Tuttavia oggi si è registrato un altro episodio. La dottoressa Lecis durante un sopralluogo in zona, così riferisce quest'ultima, è stata avvicinata in malo modo da alcuni addetti della Sis. «Mentre io stavo filmando lo stato della proprietà e ben fuori dal cantiere - racconta la consulente - due tizi si sono rivolti a me a voce alta dicendomi che era molto pericoloso fermarsi lì. Spero che non si sia trattato di una minaccia perché con me c'era un testimone. E comunque non è questo il modo di comportarsi con chi sta facendo il proprio lavoro».

La vicenda sta suscitando un certo clamore non solo per il danno lamentato dal proprietario Giuseppe Piccolotto e dal figlio Osvaldo (rispettivamente padre e figlio da destra a sinistra in foto), ma anche perché quest’ultimo è uno dei volti più noti della protesta contro la Spv. «Io sono disgustato dal comportamento della Sis - fa sapere proprio quest'ultimo - ma lo sono ancora di più dal governatore leghista Luca Zaia la cui amministrazione ha dato facoltà al concessionario di procedere con gli espropri quando questa facoltà dovrebbe essere in capo a palazzo Balbi. Questi signori risponderanno del loro comportamento. Noi non ci lasciamo intimorire».

lunedì 15 gennaio 2018

Caso Torricelle, ipocrisia in salsa veronese


(m.m.) Non è passato molto tempo dal giorno del clamoroso sequestro dei ripetitori abusivi alle Torricelle, poi dissequestrati dal Gip, per una vicenda ancora sub judice peraltro. Ma al di là della vicenda giudiziaria, visto che sull'uso improprio del sito nulla si può aggiungere, c'è un aspetto politico ed etico da valutare. L'ipocrisia con cui una certa parte della stampa mainstream veronese ha trattato il caso è sotto gli occhi di tutti tanto da fare tenerezza per quanto provincialmente sfacciata. L'unico che ha avuto il coraggio di dire che la vicenda è spinosa perché quelle antenne sono di proprietà dei più grossi editori scaligeri è stato l'avvocato Michele Croce (in foto) della civica Verona Pulita. Oggi presidente della municipalizzata Agsm, Croce sentito da Report, la trasmissione della Rai che ha tirato fuori lo scandalo, ha avuto la franchezza di dirla tutta, sapendo che la cosa gli potrà costare in futuro. Croce però è un amministratore. Ma i giornalisti veronesi, che ogni giorno scudisciano la casta per le sue indubitabili condotte poco oneste, dove sono finiti? La deontologia si applica diversamente nella città di Giulietta e Romeo?

venerdì 5 gennaio 2018

Caso Torretta, intervista all'avvocato Destro


(m.m.) A che punto è l'inchiesta della procura scaligera sulla discarica di Torretta che si trova al confine tra Legnago e Castelnovo Bariano? È questo il tema attorno al quale ruota la video-intervista all'avvocato Giorgio Destro, consulente legale proprio di Castelnuovo, che ho realizzato pochi giorni fa. Il legale padovano esprime un giudizio non scevro di critiche nei confronti della condotta tenuta sino ad oggi dalle toghe veronesi. E auspica che la richiesta di archiviazione propugnata dal sostituto procuratore, che ritiene assai debole nelle motivazioni, sia superata da un pronunciamento del giudice per le indagini preliminari davanti al quale il legale della città del santo, ha proposto appello. Davanti alle telecamere di Taepile.net Destro (in foto) è entrato nel dettaglio dei suoi rilievi, delineando un quadro della situazione decisamente preoccupante. Un giudizio condiviso dal sindaco di Castelnovo Massimo Biancardi. Il quale, e il particolare non è secondario, di mestiere fa il medico.

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domenica 5 novembre 2017

Appaltileaks Vs Pedemontana Veneta


(m.m.) La Spv torna al centro della ribalta mediatica. A fronte di una settimana in cui le maggiori testate del Veneto hanno dipinto uno scenario sul futuro dell'opera di tutt'altro tenore rispetto a quello descritto solo poche settimane fa, in queste ore, è il portale di analisi e whistleblowing Appaltileaks.it a dedicare alla Pedemontana Veneta una lunghissima analisi. Dalla quale l'opera che dovrebbe collegare Spresiano a Montecchio viene fatta letteralmente a pezzi: soprattutto per quanto concerne lo scenario relativo alla finanziabilità del progetto.

Tra i passaggi salienti dell'approfondimento pubblicato sul blog dedicato al tema dei lavori pubblici, c'è un passaggio eloquente: «Non sappiamo se ci sia, veramente, qualche pazzo sul mercato che possa investire i propri soldi in questa fallimentare operazione né, tantomeno, se grazie alle solite alchimie finanziarie questo immenso e rischiosissimo debito verrà nascosto nella pancia di qualche istituto di credito e sulle spalle di ignari risparmiatori. Le recenti esperienze del mondo bancario ci hanno insegnato, infatti, che lo scopriremo in un lontano futuro, quando la bomba innescata esploderà e ci sarà il solito rimpallo di responsabilità tra chi doveva controllare, vigilare, impedire che si andasse avanti e, come sempre, non l’ha fatto».

Ce n'è poi un secondo in cui si punta l'indice su una indiscrezione che Applatileaks.it reputa in qualche modo fondata. E che riguarda la trafila tecnico-legale in forza della quale la guida della cordata della concessione in project financing che è alla base del progetto finisca dai privati di Sis alla Cav, una società autostradale pubblico-privata in cui gli azionisti di riferimento sono Regione Veneto e Anas. Secondo il portale tale circostanza, ove si verificasse, altro non sarebbe che l'escamotage con cui «la Sis scpa uscirebbe dalla porta, come società di progetto e rientrerebbe dalla finestra, come contraente generale a valle della prima; o meglio, non abbandonerebbe mai il ricchissimo cantiere della Pedemontana veneta». Per descrivere questo schema Appaltileaks si avvale di uno specchietto grafico pubblicato a metà dell'analisi (nel riquadro).

sabato 4 novembre 2017

I fornitori di Miteni al centro della discussione in Ecomafie


Ieri sui media veneti facevano capolino le dichiarazioni di Manuel Brusco, l'esponente del M5S, a capo della commissione speciale Pfas istituita presso il consiglio regionale del Veneto. «Abbiamo incontrato i lavoratori, che sono toccati in modo diretto da questa situazione» aveva dichiarato Brusco alla stampa due giorni orsono. Tuttavia sono di ben altro tenore gli spunti che emergono da un'altra commissione. Ovvero quella bicamerale dedicata al ciclo dei rifiuti, più nota come Commissione ecomafie.

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