giovedì 26 ottobre 2017

Miteni, l'accusa di Cillsa: sugli scarichi la società non parla chiaro


«I reflui, come tutti sanno non sono entro i limiti per l'acqua potabile fissati dall'Istituto superiore della sanità, ovvero l'Iss e la Regione veneto nel 2015, ma per quelli relativi agli scarichi industriali che allora beneficiarono di un aumento di tolleranza fino a 3030 nanogrammi su litro. Malgrado ciò concerie e Miteni hanno fatto ricorso al Tar perché tali limiti vengano alzati». Usa toni durissimi il dottor Giovanni Fazio, uno dei volti più noti di Cillsa, l'associazione arzignanese che da anni si batte per le ragioni dell'ambiente nel replicare ad una recente nota della Miteni nella quale i vertici aziendali rassicuravano la popolazione circa la correttezza della società in materia di scarichi.

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domenica 22 ottobre 2017

Caso Pfas? Parla Miteni: non stiamo aggravando il problema, lo stiamo risolvendo


(m.m.) «Comprendendo la legittima preoccupazione delle “mamme” anti Pfas è bene fare il punto sulla bonifica che riguarda Miteni». É questo l'incipit di una breve nota pubblicata ieri sul sito web della nota fabbrica trissinese al centro del caso di contaminazione da derivati del fluoro che sta interessando il Veneto centrale. Nel dispaccio si legge peraltro che «... la falda sotto Miteni è intercettata e depurata prima di andare a valle in misura superiore al 99%. Per la precisione la quantità di inquinanti intercettati ha raggiunto il 99,98% di massima e il 99,14% di minimo. Gli scarichi della Miteni inoltre rispettano i limiti per le acque potabili. Nel contempo il sistema di filtraggio sta togliendo i Pfas dalla falda. Questo ci consente di affermare che già oggi Miteni ha un bilancio ampiamente positivo per l’ambiente, sta risolvendo il problema dei Pfas in falda, non lo sta aggravando».

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sabato 21 ottobre 2017

Pfas, ecobomba veneta tra terra, aria, acqua e prodotti tipici


(m.m.) Poche ore fa sono stati pubblicati due servizi, entrambi a mia firma, nei quali ho cercato di fornire qualche spunto ulteriore sulla situazione della contaminazione da Pfas che ha investito il Veneto centrale. Il primo è un un lungo approfondimento pubblicato sul mio blog nel quale cerco di fare il punto della situazione a tre settimane dalla manifestazione "No Pfas" di Lonigo. Il secondo è una intervista al consigliere regionale del Pd Andrea Zanoni uscita su Alganews.it nella quale si pone l'accento anche sul possibile uso propagandistico da parte della cerchia del governatore leghista Luca Zaia, domani si vota per il cosiddetto referendum sull'autonomia tanto caro al presidente della Regione Veneto, delle notizie relative ai filtraggi delle acque che avrebbero portato i livelli di contaminazione dell'acqua di rubinetto ad una soglia prossima allo zero.

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domenica 24 settembre 2017

Stefano Cantiero su Vvox.it: la verità delle origini


E se provassimo a fare una seria riflessione su che cosa significhino oggi termini come «rurale... terra... origini... agricultura... tradizione»? È a questa direzione che ho pensato quando ho intervistato Stefano Cantiero,  popolare conduttore di Vie verdi, noto programma molto popolare nel Nordest. L'intervista pubblicata poco fa su Vvox.it credo che contenga spunti interessanti anche per coloro che sono distanti dal mondo narrato da Cantiero.

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sabato 23 settembre 2017

Spv, difficoltà in vista


(m.m.) Che per la Superstrada pedemontana veneta, o Spv che dir si voglia, il momento non sia facile lo testimoniano non solo i recenti approfondimenti sulla carta stampata veneta ma anche la copertura delle Tv, tra le quali si segnala anche un servizio andato in onda ieri su Reteveneta. Frattanto il Covepa, il coordinamento che da anni contrasta l'opera e il suo tracciato, continua con il bombardamento nei confronti della giunta regionale veneta. Poche ore fa Massimo Follesa, portavoce del Covepa, durante un breve sopralluogo ha sparato a zero contro palazzo Balbi e contro il concessionario dell'opera, il consorzio Sis-Spv. Critiche di cui dà conto una video-intervista raccolta oggi in tarda mattinata.

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venerdì 22 settembre 2017

La giornata no della Spv


(m.m.) Mentre la Nuova Venezia, con un servizio pubblicato oggi a pagina 14, rilancia ed estende i rumors che vengono dalla procura lagunare relativamente a un'indagine in corso sulla Superstrada pedemontana veneta, sempre il medesimo quotidiano nello stesso articolo parla anche di sequestro per uno dei cantieri della Spv. Si tratta di quello tra Cornedo e Castelgomberto interessato alcuni giorni fa da un clamoroso crollo sul quale le autorità hanno deciso di vederci chiaro. In questo caso a procedere sarebbero le toghe beriche. Si tratta di notizie di un certo peso rispetto alle quali pochi minuti fa ha fatto da cornice una iniziativa di alcuni esponenti del Pd vicentino che a pochi passi da uno dei cantieri Spv di Trissino hanno approntato un gazebo permanente (in foto) su cui campeggiava lo striscione «Finiamola». Si tratta dello slogan volutamente ambiguo con il quale i democratici hanno avviato una riflessione assai critica sul futuro dell'opera rispetto alla quale il Pd in passato ha espresso una posizione al suo interno estremamente variegata.

martedì 19 settembre 2017

Expo2015, i pm veneziani fanno luce sui colleghi milanesi


La procura di Venezia starebbe indagando sui magistrati meneghini e su un collega bresciano all'epoca dei fatti in forza nel capoluogo lombardo, che al momento della definizione degli appalti per l'Expo di Milano non avrebbero valutato correttamente alcune gravi incongruità sulla procedura allora definita da governo e enti territoriali. Lo rivela un lungo approfondimento de Il Giornale pubblicato oggi in pagina 9 e firmato dall'inviato Luca Fazzo. Bisognerà ora capire se al centro dell'inchiesta dei pm della città lagunare siano finite, nell'ambito di Expo2015, le commesse affidate a due colossi delle costruzioni venete: la Maltauro e la Mantovani, che figurarono già al centro delle indagini condotte dalle toghe del capoluogo lombardo. Queste ultime rischiano a questo punto di finire invischiate in un tourbillon clamoroso giacché sempre secondo le indiscrezioni del quotidiano milanese alcune delle scelte più contraddittorie che riguardarono giustappunto Expo2015 furono prese in quella cabina di regia creata ad hoc dal governo proprio grazie all'assenso esplicito di alcuni magistrati e del tribunale e della procura lombarde.

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