venerdì 25 settembre 2015

Il comitatone e i project financing

Ieri Massimo Follesa sul blog del Covepa ha lanciato l'allarme sulle ombre relative al supercomitato che dovrebbe valutare a breve la congruità dei project financing al vaglio della Regione Veneto. Per Follesa (che in una videointervista pubblicata poco fa analizza anche il tema dei finanziamenti pubblici a tali opere) il governatore veneto Luca Zaia non ha agito con trasparenza. A partire dal fatto che nella commissione siedono soggetti sottoposti a indagine.

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martedì 11 agosto 2015

Follesa e il caso Pianezze

Questa mattina alcuni attivisti del Covepa con in testa Matilde Cortese e Massimo Follesa, hanno organizzato un breve sit-in sotto il comune di Pianezze in provincia di Vicenza. Ad originare la protesta, c'è la delibera approvata dalla giunta locale «in ragione della quale viene de facto pianificata una modifica della destinazione d'uso» di un'area attigua a quella agricola posseduta dai familiari della stessa Cortese. Questa novità, secondo gli attivisti, penalizza fortemente la sopravvivenza della azienda agricola. Proprio affinché la giunta torni sui suoi passi, sempre questa mattina in comune, i supporter del Covepa hanno depositato una diffida, che diverrà una denuncia penale, sostiene Follesa (qui di seguito intervistato a caldo), qualora il comune non tornerà sui suoi passi.

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domenica 2 agosto 2015

Il Galan che è in Zaia

Non che la cosa fosse ignota. Ma alla fine Luca Zaia ha dovuto mostrare la sua vera natura. Quella di erede del sistema di potere messo in piedi da Galan e soci. Basta una scorsa veloce al progetto di legge regionale sulla revisione dei project financing per capire quale sia l'intenzione reale del governatore veneto. «Per la copertura di oneri che sono previsti a carico della Regione - si legge all'articolo 4 comma 5 del disegno di legge 15 del 29 giugno 2015, primo firmatario Zaia - per la realizzazione di singole opere non oggetto di provvedimenti di revoca e che non sono ancora finanziati, la giunta regionale è autorizzata a ricorrere alla concessione di mutui da parte della Cassa Depositi e Prestiti o da parte di altri Istituti di credito e comunque a contrarre ad altre forme di indebitamento consentite dalla legislazione vigente per un importo complessivo non superiore a Euro centocinquanta milioni di euro».

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venerdì 17 luglio 2015

Pedemontana veneta, allarme discarica a Montecchio

(m.m.) Che cosa sta succedendo al cantiere della Pedemontana Veneta situato a ridosso della discarica dismessa di Pontesello nel comune di Montecchio Maggiore nel Vicentino? Se lo chiede il senatore berico del M5S Enrico Cappelletti che ieri poco prima della mezzanotte ha pubblicato sulla sua pagina Facebook una riflessione piena di preoccupazioni. Riflessione dal sapore di allarme che immediatamente ha scatenato i commenti degli internauti.

«Il cantiere della Pedemontana - sottolinea Cappelletti - scava pochi centimetri di terra» in via Molinetto e si scopre «una autentica discarica, con tanto di tanfo mefitico che ammorba i presenti. Gli attivisti del M5S hanno prontamente avvisato le forze dell'ordine e le autorità» per chiedere tutte le verifiche del caso. «I lavori però - sostiene il senatore - a quanto pare, sono continuati come se niente fosse». Sulla medesima pagina sono stati caricati un video ed una foto grazie ai quali si possono notare i rifiuti emersi dal terreno.

Dalle indiscrezioni che filtrano dall'amministrazione municipale di Montecchio pare che un consigliere comunale d'oppsizione (Sonia Perenzoni dei Cinque Stelle) si sia precipitata presso la dirigenza di Agno Chiampo ambiente, la multiutility intercomunale che ha in carico la gestione post mortem della discarica, per avere delucidazioni sullo stato e sulle caratteristiche del sito, nonché sul tipo di interferenza che il cantiere autostradale avrà sul sito stesso. Non è escluso che la vicenda approdi in consiglio o in Regione Veneto sotto forma di interrogazione. Peraltro, in prospettiva gli attivisti del fronte ecologista (ma la preoccupazione riguarderebbe anche alcuni funzionari dell'assessorato all'ambiente della Regione Veneto) sono in pensiero anche per i possibili effetti che gli acceleranti per cementi e calcestruzzi potrebbero avere sulle falde. Tali additivi, che contengono o possono contenere i temutissimi derivati del fluoro noti come Pfas, potrebbero essere ceduti dai materiali utilizzati, specie nelle opere interrate, per poi essere spinti a valle per opera delle acque di dilavamento o di ruscellamento.

La questione Spv per di più è finita nuovamente sui media nazionali. Stamani il programma di approfondimento "L'aria d'estate", in onda su La7 ha riacceso i fanali sull'annoso tema dei costi e degli espropri. Il focus sulla Spv ha gettato un'ombra opaca sull'opera anche in ragione dei giudizi tranchant espressi in merito al project financing dal professore Marco Ponti del Politecnico di Milano, uno dei luminari italiani in materia di trasporti, nonché dal senatore Cinque Stelle Andrea Cioffi. Il quale parla di una Spv che inevitabilmente finirà per costare tre miliardi rispetto ai 2,3 di cui si parla ufficialmente.

sabato 11 luglio 2015

Follesa e i project bond di Pedemontana Veneta

(m.m.) Massimo Follesa durante una intervista che ho realizzato questo pomeriggio a Trissino parla della vicenda espropri relativi alla Pedemontana Veneta. Ma soprattutto commenta le indiscrezioni giornalistiche che parlano di obbligazioni che starebbero per essere emesse con la consulenza di Jp Morgan per supportare finanziariamente un progetto che sembra avere poco brio in corpo.

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martedì 23 giugno 2015

Il cantiere eterno

Era il 23 aprile quando per l'ennesima volta sulla stampa veneta si dava conto del pensiero dei vertici di Brescia Padova, rigorosamente senza nomi e cognomi. Gli altolocati riferivano che a causa di una serie adempimenti burocratici, nessuno imputabile alla società capitanata da Flavio Tosi, non si era ancora stati in grado di sistemare un muro che divide le due carreggiate dell'autostrada tra il casello di Vicenza Ovest e quello di Montecchio. Sistemazione incompleta che obbliga ad un pericolosissimo restringimento di carreggiata nelle due direzioni.

I vertici anonimi parlavano di leggi cambiate, di impedimenti procedurali, di nuovi obblighi. Tutto bello, tutto bellissimo, ma senza fornire uno straccio di documentazione. Come mai nessuno ha rinfacciato a Tosi, durante la campagna delle regionali, che la "sua" autostrada non è ancora stata capace di sistemare quel tratto? E come mai nessuno ha chiesto conto alla A4 Holding, capitanata dal leghista Titti Schneck la stessa cosa? E il sindaco di Vicenza Achille Variati, azionista pro-tempore di Brescia Padova sa qualcosa?

Sono passati due mesi dall'articolo taumaturgico e le corsie sono ancora ridotte. Il che crea un pericolo incalcolabile. Che cosa succederebbe se qualcuno diffidasse l'autostrada dal sistemare la rogna e poi la rogna ci fosse? Forse qualcuno ai piani alti pagherebbe, e caro, sia in termini di quattrini che sul piano penale? Ad ogni modo c'è qualcosa di strano dietro il blocco di quel cantiere. Sono finiti i quattrini? È stato rinvenuto qualcosa che non si doveva rinvenire? C'è una emergenza ambientale? Si sta coprendo qualcuno per un progetto sbagliato? Ma è possibile che mezza politca veneta invochi il completamento della Valdastico Sud e la realizzazione della Valdastico Nord, con costi miliardari annessi, e poi non si è in grado di risistemare un muro? Che cosa c'è sotto veramente? E se per sistemare un muro occorrono anni per fare la Pirubi Nord quanti secoli saranno necessari? Per caso bisognerà ungere qualche ingranaggio?

lunedì 22 giugno 2015

Espropri ed Spv, l'ira dei proprietari contro Zaia


(m.m.) Gli espropri a ridosso della Superstrada Pedemontana Veneta (meglio nota come Spv), in via di costruzione, fanno ancora discutere. I diretti interessati sono sul piede di guerra ed indirizzano a Luca Zaia, il governatore rieletto nelle fila della Lega Nord, un j'accuse dietro l'altro: mancanza dei pagamenti previsti dalla legge e lo sconquasso delle attività agricole connesse sono quelli che vanno per la maggiore. Il M5S, col consigliere regionale neoeletto Jacopo Berti, ha preso parte alle proteste. Frattanto da Roma si attende un nuovo verdetto del Tar Lazio che a brevissimo dovrà pronunciarsi proprio sulla regolarità dell'iter che ha portato alla progettazione della arteria che dovrebbe connettere Spresiano nel Trvigiano a Montecchio Maggiore nel Vicentino. Uno stop, ancorché impugnabile al Consiglio di Stato metterebbe a rischio il progetto. Ed è per questo che da alcuni giorni in regione si respira una certa inquietudine. Un video recentemente girato a Pianezze nel Vicentino rende lo stato di tensione che si respira in questi giorni. Tra le altre ha fatto discutere la iniziativa di Massimo Follesa,  portavoce del coordinamento contro la Spv, il quale durante le proteste ha esposto uno striscione con una scritta che non lascia spazio alla immaginazione: «Ladri in azione. Stacchio sparali tutti».

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