(m.m.) L'Arena di Verona di ieri ha pubblicato un lungo servizio
a pagina 33. Nel quale si approfondisce la questione dell'aumento anomalo di malattie lungo il bacino e il sistema di falda afferente
all'Agno Guà Fratta nelle province di Vicenza, Verona e Padova. La Regione Veneto ha ammesso che lungo quell'asta fluviale, nota per la contaminazione da Pfas, c'è un aumento anomalo di patologie di tipo diabetico, tiroideo e di tipo cardiaco. Un dato
rilevato per la prima volta dall'Enea e dall'Isde con uno studio che fece clamore. Ma se Enea e Isde puntano i riflettori proprio contro i Pfas,
invitando le autorità preposte ad effettuare altri studi per determinare un nesso che sulle prime si presenta probabile, la Regione Veneto appare più cauta. E proprio di questo botta e risposta dà conto su l'Arena Luca Fiorin che ha interpellato
Mauro Saugo, responsabile del sistema epidemiologico regionale e
Vincenzo Cordiano (in foto), responsabile Isde per Vicenza.